Cosa definisce l’autorevolezza di una persona? Sicuramente la competenza e la serietà. Autorevole significa anche autoritario? No, non secondo noi.
Per esempio, reputiamo autorevole Matteo Bruno, conosciuto come “Cane secco”. Non tanto perché è un bravo videomaker, ma perché il suo modo di comunicare, nel tempo, si è espresso in notevoli forme, tutte legate all’ambito web.

Matteo Bruno Slim Dogs Videomarketing
Matteo Bruno “Cane secco” (foto dalla pagina FB ufficiale)

Partiamo dall’inizio. Matteo è un appassionato di videomaking, che dieci anni fa apre il suo canale Youtube. Questo lo porta a incontrare varie persone, tra cui il suo attuale socio principale.
Tre anni fa apre la Slim Dogs, che cresce rapidamente e fa lavori anche molto prestigiosi (tra cui videoclip diffusi a livello nazionale e internazionale). Contemporaneamente, Matteo racconta sul web, in un Vlog settimanale, le vicende varie dei cani della Slim Dogs. Esperimento decisamente interessante perché porta a un linguaggio molto informale il corporate storytelling.
Per questo motivo ho inviato a Matteo Bruno una piccola serie di domande, soprattutto incentrate sul fattore video per il web, cercando di estrapolare in poche domande la sua visione.

Matteo Bruno: intervista con un “Cane secco”

La comunicazione si sta spostando sempre di più a livello di web. Il mondo dei video sta diventando sempre più importante nell’ambito della comunicazione e un po’ tutte le piattaforme social stanno dando importanza ai video in modo sempre maggiore. In che modo reputi che questo impatti sulla comunicazione audiovisiva?
Matteo Bruno: “La nascita di Youtube ha cambiato il paradigma comunicativo generale. Oggi il video è il contenuto centrale, ma non credo sia questo che abbia modificato la comunicazione audiovisiva, il punto è IL TIPO di video che i social richiedono. Video sempre più rapidi, d’impatto e condivisibili, sono queste caratteristiche che stanno cambiando l’audiovisivo”.

Come pensi che influenzi la creazione di contenuti il fatto che sia diventato relativamente più semplice produrre video anche per un non videomaker?
MB: “La semplicità della produzione di contenuti è un’arma a doppio taglio. Da una parte fa sì che tutti possano produrre un contenuto senza l’utilizzo di attrezzature costose, ma d’altro canto la facilità di produzione ha inondato il settore di contenuti rendendo molto più complesso emergere per chi crea video validi”.

Cosa pensi del fatto che molte piattaforme social spingano sempre più su formati video verticali, diversi da quello landscape? Questo cambierà il videomaking professionale?
MB: “Il cambiamento è una condizione implicita del tempo e dei nuovi strumenti a disposizione. La necessità di adattarsi alle nuove destinazioni d’uso è essenziale per continuare a lavorare creando contenuti adatti al momento che si sta vivendo”.

Matteo Bruno Cane secco Slim Dogs videomarketing
Matteo Bruno “Cane secco” col suo staff (foto dalla pagina FB ufficiale)

Per un anno e oltre hai comunicato il tuo quotidiano tramite Youtube. Un format di questo tipo sarebbe applicabile per promuovere un prodotto o un servizio secondo te?
MB: “I vlog settimanali sono, in parte, la promozione di un servizio, quello della produzione video targata Slim Dogs. Il corporate storytelling è una pratica ormai abbastanza comune, noi abbiamo la fortuna di avere una community affiatata con cui condividere le nostre storie”.

Che importanza hanno, in un video, l’audio e la musica?
MB: “Audio e musica sono elementi indispensabili per un video. La stessa scena può assumere sfumature molto diverse in base alla colonna sonora ad esempio. Una donna che cammina verso casa con in sottofondo una musica allegra trasmette un certo tipo d’emozione, se la stessa scena fosse accompagnata da una musica cupa sicuramente trasmetterebbe tutto un altro genere di sensazioni”.

Personalmente, concordo con queste parole riga per riga. Ricordiamoci, però, che quando facciamo video, da videomaker prima di tutto, dobbiamo pensare fuori dagli schemi e divertirci. Puntare soprattutto alla nostra creatività. Anche quando stiamo semplicemente vloggando. La creazione di contenuti, tuttavia, deve sempre essere parte di una strategia, che coinvolge in parti uguali chi tecnicamente realizza il video, chi crea il piano editoriale (se le due persone non combaciano) e la situazione o la persona protagonista del video.

E tu quale approccio hai verso i video?
Faccelo sapere in fondo alla pagina nei commenti!

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *