Sapevi che nell’ultimo secolo siamo passati dal Retail 1.0 al Retail 4.0? No? Ti spiego come ci siamo arrivati e quali sono i trend da prendere in considerazione per la tua attività commerciale!

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Dal Retail 1.0 al Retail 4.0: un po’ di storia

Nel 1916 a Memphis (Tennessee, USA) Clarence Saunders, ex commesso ed ex venditore, propose al distributore Piggy Wiggly un’ idea destinata a rivoluzionare per sempre il mondo del Retail: un outlet con scaffali a vista.
In questo modo, tramite un itinerario attraverso il negozio precedentemente studiato dal venditore, i clienti avrebbero potuto servirsi da soli dei prodotti esposti negli scaffali, ognuno con il proprio cartellino indicante il prezzo.
La cosa ebbe talmente tanto successo che Piggy Wiggly brevettò il sistema nel 1917. Nel 1932 il brand aveva già 2.500 punti vendita negli USA, strutturati secondo l’innovazione ideata da Saunders.

Circa cinquant’anni più tardi aprirono i primi ipermercati: nel 1962 Walmart negli Stati Uniti e l’anno dopo Carrefour a Parigi. L’idea di negozio venne nuovamente rivoluzionata, seguendo i concetti di massima produttività e razionalizzazione dei costi arrivando a vendere qualsiasi tipo di prodotto distribuito su un unico, grande piano. Questo modello ebbe grandissimo successo in tutto il mondo e nell’ultimo decennio del ‘900, sempre sotto il marchio Walmart, subì un’ulteriore evoluzione, arrivando così alla nascita dei super center. La ricerca e lo sviluppo operati dal brand americano furono, negli anni, talmente estesi e pervasivi, da portare a rivoluzionare l’intera filiera di distribuzione e vendita.

Da qui in poi il grande balzo di innovazione del Retail si ebbe con l’arrivo dell’ e-commerce. Nel 1994 Jeff Bezos fondò Amazon, che in poco tempo divenne, da una semplice rivendita di libri on line, uno store virtuale in grado di vendere qualsiasi cosa a chiunque abbia un dispositivo digitale, ovunque nel mondo. Una delle più grandi rivoluzioni operate da Amazon è stata anche quella di riuscire ad analizzare, archiviare e sfruttare in termini di promozione e personalizzazione della vendita, le preferenze e i dati dei propri clienti. Tutto questo con largo anticipo rispetto a qualsiasi competitor.

Cos’è il Retail 4.0?

Arriviamo così all’innovazione del Retail che ci troviamo a vivere ogni giorno: il cosiddetto Retail 4.0, con l’avvento della distribuzione omnicanale.
Sempre più spesso i consumatori vivono una doppia vita, analogica e digitale, utilizzando moltissima tecnologia fissa e mobile, e sono influenzati sempre più da canali di comunicazione “alternativi” come i social.
La distribuzione non può non tenere conto di questi cambiamenti e così i negozi diventano sempre più ibridi. Si compra online e si ritira in store, si sceglie in negozio ma si può acquistare online, si acquista in rete ma, nel caso in cui l’oggetto non corrisponda alle aspettative, si restituisce in negozio.
Attraverso i nuovi sistemi di tracciabilità e rintracciabilità delle informazioni che riguardano il cliente si punta a una personalizzazione sempre maggiore dei processi di vendita, che diventano servizi elaborati su misura.

I 7 trend nell’evoluzione del Retail 4.0

La società internazionale di consulenza manageriale McKinsey ha svolto un approfondito studio sul Retail 4.0. Ecco i 7  trend da tenere in considerazione per i prossimi anni, secondo loro.

  1. Shopping experience multicanale
    I clienti si aspetteranno di vivere sempre più una shopping experience che li coinvolga a 360° attraverso differenti canali a seconda del momento, del desiderio o della necessità.
  2. Tecnologia e business saranno direttamente proporzionali
    La tecnologia permetterà di incrementare in maniera significativa la produttività dei brand abbattendo i costi. Questo permetterà ai retailer di avere maggiori vantaggi nella competizione sui prezzi.
  3. Attenzione alla retailizzazione
    Cosa si indica con questo termine? Negli ultimi anni anche in Italia sono nate nuove realtà distributive che adottano gli stessi processi di vendita dei retailer tradizionali. Palestre, spa, centri benessere, musei, parchi divertimento, oggi vendono prodotti, accessori e gadget. La stessa casa automobilistica Ferrari ha inaugurato una propria linea di abbigliamento. Dunque i retailer dovranno imparare a confrontarsi con nuove tipologie di competitor.
  4. Big Data management
    Essere in grado di tracciare, anaalizzare e sfruttare i dati dei consumatori diventerà fondamentale per il business. I retailer dovranno essere in grado di seguire i flussi di dati per costruire modelli ad hoc per ogni cliente, sfruttando accessi alle app, utilizzo di carte fedeltà, geolocalizzazioni, preferenze su internet e sui social.
  5. Nuovi skill crossmediali e crossfunzionali
    In questo ambito nasceranno anche nuove figure professionali di consulenti formati per aiutare le aziende a creare profili di marketing sempre più evoluti. Il Digital innovation Officer è questa figura complessa, che ha perfetta padronanza dei sistemi di comunicazione, grande esperto della psicologia del consumo e dotato di un’ottima dose di creatività per fornire all’azienda soluzioni adatte e innovative.
  6. Nuovi criteri di selezione di prodotti e servizi
    I retailer dovranno creare degli assortimenti esclusivi, composti sia dai più famosi brand internazionali che da prodotti di marche delle manifatture nazionali della più alta qualità. In questo modo potranno competere con le altre realtà della distribuzione non solo sui prezzi, ma anche sulla qualità e differenziazione della proposta.
  7. Logistica smart
    Un servizio di distribuzione ultra efficiente basato su partnership in grado di garantire servizi sempre più rapidi, puntuali e on demand, per raggiungere i clienti in ogni luogo con consegne mirate, ottimizzando carichi, tempi e percorsi.

Hai un’attività commerciale? Come stai affrontando questa evoluzione?
Mi piacerebbe ce la raccontassi nei commenti in fondo alla pagina!

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